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Legionellosi

La Legionella spp.

Le Legionelle sono dei batteri gram-negativi aerobi di cui sono state identificate più di 50 specie. Quella più pericolosa, a cui sono stati collegati circa il 90% dei casi di legionellosi, è L. pneumophila. Le Legionelle sono ampiamente diffuse e si trovano principalmente associate alla presenza di acqua e quindi agli ambienti idrici artificiali (reti cittadine di distribuzione dell’acqua potabile, impianti idrici dei singoli edifici, impianti di umidificazione, piscine, fontane decorative, ecc.) che agiscono da amplificatori e disseminatori del microrganismo. Le colonie si sviluppano in habitat acquatici caldi, tra 25 e 42°C, e sopravvivono fino a 5,7°C e 63°C; e in ambienti acidi e alcalini, compresi tra 5,5 e 8,1.

Normativa di riferimento

  • Linee guida per la prevenzione e il controllo della Legionellosi; pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 5 maggio 2000 – serie generale – n.103.
  • Linee guida recanti indicazioni sulla legionellosi per i gestori di strutture turistico – recettive e termali, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 04.02.05 n.28.
  • Linee guida per la definizione di protocolli tecnici di manutenzione predittiva sugli impianti di climatizzazione, provvedimento della Conferenza Permanente Stato Regioni del 5 ottobre 2006, n.2636.

Analisi

  • su aereosol;
  • impianti di climatizzazione;
  • torri evaporative;
  • sistemi di raffreddamento;
  • sistemi di distribuzione dell’acqua;
  • bagni e docce comuni;
  • vasche idromassaggio;
  • serbatoi di accumulo;
  • acqua di pozzo, termali, piscine e fontane;
  • acqua di condensa degli impianti di condizionamento e di umidificazione;
  • acqua proveniente da sgocciolamento dalle torri di raffreddamento.

Sono oggetto di analisi

  • ospedali, case di cura, studi odontoiatrici;
  • alberghi, hotel, campeggi;
  • impianti termali e ricreativi (palestre, piscine, idromassaggi);
  • treni e navi da trasporto merci e passeggeri;
  • campi da golf con sistemi di irrigazione a spruzzo;
  • giardini e fontane decorative.

Consulenza e indagini sul rischio

Tra i fattori di rischio ambientali sono di particolare rilevanza la modalità, l’intensità ed il tempo di esposizione:
  • controlli sulle caratteristiche dell’acqua - temperatura compresa tra 25° e 45°C
  • presenza di alghe ed amebe che forniscono nutrimento e protezione, anche in condizion di temperatura elevata ed in presenza di biocidi
  • presenza di sostanze biodegradabili che favoriscono la formazione del biofilm
  • concentrazione di alcuni elementi in traccia (ferro, rame, zinco, ecc.)
  • controlli sulle caratteristiche dell’impianto idrico
  • fenomeni di ristagno/ostruzione che favoriscono la formazione del biofilm
  • formazione di incrostazioni e depositi calcarei che offrono riparo dai disinfettanti
  • impianto di riscaldamento di tipo centralizzato dotato di estese reti di condutture, punti di giunzione e rami morti
  • presenza di serbatoi di accumulo dell’acqua e di sistemi di ricircolo
  • fenomeni di usura e corrosione
  • vibrazioni o cambiamenti di pressione nel sistema idrico in seguito ad interventi di ristrutturazione interni e/o esterni all’edificio.

Monitoraggio e prevenzione

Temperatura - Controllo sulla minima temperatura efficace all’abbattimento della carica batterica mantenendo l’acqua ad almeno 60°C nel sistema;
Radiazione ultravioletta - Agisce sul DNA impedendone la replicazione ed ha massima attività disinfettante a 254 nm., con attenzione alla torbidità dell’acqua e alla presenza di biofilm e depositi che possono agire da scudo alla radiazione proteggendo i batteri dall’azione disinfettante
Filtrazione - Impiego di filtri da applicare ai punti d’uso (rubinetti, docce) che forniscono acqua esente da Legionella spp. e sono utilizzati soprattutto in ambito ospedaliero per la protezione dei pazienti e degli operatori sanitari dei reparti a rischio.

Consulenza e Disinfezione

Ioni metallici
  • Rame ed argento interferiscono con i sistemi enzimatici della respirazione cellulare e si legano al DNA con un effetto sinergico.
  • Sono aggiunti nell’acqua elettroliticamente o come ioni metallici in quantità pari a 100- 400 μg/L per il rame e 10-40 μg/L per l’argento.
  • L’utilizzo degli ioni richiede una attenta valutazione delle dosi secondo le caratteristiche del sistema, il monitoraggio dei livelli raggiunti (tenendo conto dei limiti per le acque potabili) ed una costante manutenzione degli elettrodi.
Agenti ossidanti
  • Cloro gassoso o ipoclorito (di Na o Ca) - Legionella spp. è particolarmente resistente alla clorazione, soprattutto quando si trova in associazione con amebe o cisti di amebe. L’iperclorazione shock prevede l’immissione nel sistema di dosi elevate di cloro (20-50 mg/L), il drenaggio dell’acqua ed il passaggio di nuova acqua fino ad avere una concentrazione di cloro di circa 1 mg/L. L’iperclorazione continua consiste nell’iniezione continua di cloro in modo da avere circa 2 mg/L di cloro libero ai rubinetti;
  • Biossido di cloro - E’ un gas preparato in situ ed usato per la disinfezione dell’acqua potabile;
  • Clorammine (monoclorammina, NH2Cl) - Sono più stabili del cloro libero, hanno un maggior potere residuo, non danno origine a trialometani e penetrano meglio nel biofilm;
  • Ozono - Agisce rapidamente danneggiando il DNA batterico.
  • Bromo - E’ usato per la disinfezione dell’acqua delle piscine e delle torri di raffreddamento, non per le acque potabili;
  • Perossido di idrogeno e argento - Questo trattamento si basa sull’utilizzo di una soluzione stabile di perossido di idrogeno e ioni argento, che agiscono con effetto sinergico e sono in grado di demolire anche il biofilm.
Agenti non ossidanti
Vari disinfettanti organici sono utilizzati contro Legionella spp.: chetoni eterociclici, guanidine, amidi e glicoli alogenati, tiocarbammati, tiocianati, amine, aldeidi, ecc. In generale gli agenti non ossidanti sono meno efficaci degli ossidanti.

RISK ANALYSIS - Sistemi integrati per la prevenzione, sanificazione e bonifica dalla legionellosi

Attualmente i metodi a disposizione per il controllo della diffusione e moltiplicazione di Legionella spp. negli impianti idrici sono numerosi. L'impiego di tecniche di sanificazione deve rientrare in un processo più ampio quale l'Analisi dei Rischi che compre Identificazione e Valutazione dei rischi e Gestione del rischio.

Il trattamento non può essere ricondotto sempre ed esclusivamente alla sola disinfezione.

Workforce

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L’alta professionalità della workforce composta da laureati in Scienze Biologiche, Scienze e Tecnologie Alimentari, Scienze Agrarie, Chimica, Medicina con specializzazione in Igiene e Medicina Preventiva, rende possibile la realizzazione dei sistemi di gestione integrata inerenti la qualità, l’ambiente e la sicurezza.

IGENIA è un gruppo orientato al miglioramento continuo attraverso procedure di rilevazione delle criticità e di implementazione di soluzioni efficaci, 
impegnato in una politica di individuazione delle strategie e degli obiettivi, e responsabilizzato sul loro raggiungimento.

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